Il logo di Tripadvisor è uno dei simboli più riconoscibili del travel online: il gufetto, soprannominato “Ollie”, racchiude in sé l’idea di consigli, saggezza e orientamento.
In venticinque anni il marchio ha attraversato varie fasi, passando da un’estetica più decorativa a un’identità monocromatica e flessibile, fino al recente rebranding nel 2025 che rende l’icona dinamica e “viva”.
Questa è la storia del logo Tripadvisor, dagli esordi del 2000 alla nuova identità, con un focus su come il design sia cambiato per rispondere a esigenze di leggibilità, coerenza digitale e narrazione di marca. Vediamo insieme la sua evoluzione
Nei primi anni Duemila, Tripadvisor si afferma come piattaforma di recensioni scritte dalle persone, e il gufo diventa subito la metafora perfetta: occhi grandi che osservano e valutano, sintesi del ruolo di “consigliere fidato”.
Il logo Tripadvisor di questa prima fase mostra tratti illustrativi più complessi e una tavolozza ricca, coerente con il web dell’epoca e con la necessità di emergere in un panorama visivo ancora poco standardizzato.
L’icona convive con un logotipo leggibile, mentre la cromia verde entra progressivamente nell’immaginario del brand come colore proprietario legato alla navigazione e all’affidabilità.
Questa impostazione getta le basi dell’equity visiva che accompagnerà Tripadvisor fino al salto “minimal” del decennio successivo.

Con la crescita internazionale e l’esplosione del mobile, la priorità diventa ridurre la complessità. Il gufo viene progressivamente ripulito: linee più nette, minor dipendenza da effetti e sfumature, maggiore attenzione alla scalabilità su icone, app e micro-spazi digitali.
In parallelo, si consolida l’associazione tra il verde del brand e l’esperienza di ricerca/recensione, mentre il logotipo si stabilizza in una costruzione solida e facilmente localizzabile.
È una fase di maturazione: il marchio inizia a comportarsi come sistema prima ancora che come singolo segno, preparando il terreno al redesign strategico del 2020.
Il 2020 segna un passaggio cruciale. Mother Design ridisegna il logo di Tripadvisor rendendo Ollie più semplice, monocromatico e geometrico: l’icona torna a un disegno essenziale in una tinta (con resa impeccabile a ogni dimensione), così da evitare abusi d’uso e garantire consistenza su tutti i touchpoint.
Accanto all’icona debutta Trip Sans, carattere personalizzato progettato con Colophon Foundry, che sostituisce impostazioni tipografiche precedenti e porta nel wordmark un tono caldo e accessibile.
Anche la palette viene aggiornata, con il Trip Green come perno cromatico.
L’operazione sancisce l’ingresso di Tripadvisor nell’era digital-first: meno effetti, più funzionalità e un’identità pronta per app, interfacce e formati ridotti.
Per il 25° anniversario, Tripadvisor presenta un rebranding firmato Koto: l’icona di Ollie viene rifinita e animata (gli occhi seguono i contenuti), a sottolineare che la piattaforma mette al centro le persone e le loro esperienze.
La palette si aggiorna con un verde più elettrico e una gamma “calda” a supporto; fa il suo ingresso anche Trip Pine, tono scuro che dà profondità nei layout.
Il sistema grafico porta in primo piano foto autentiche dei viaggiatori e quote di recensioni, trasformando la comunicazione in un collage di storie reali, lontano dai feed patinati: “il brand costruito sui contenuti degli utenti” diventa promessa e differenziale competitivo.
Tipografia e tono di voce consolidano il percorso avviato nel 2020, mentre linee guida e asset ufficiali chiariscono logiche d’uso del marchio in ambienti editoriali e partner.

Il nuovo gufo non è un semplice “restyling estetico”: l’espressività degli occhi e la costruzione più rotonda migliorano la leggibilità a piccola scala e rendono l’icona più empatica.
A livello di sistema, l’identità adotta preset tonali derivati dalle foto della community per uniformare l’aspetto dei contenuti, mentre il verde proprietario acquista brillantezza per aumentare contrasto e accessibilità su schermi moderni.
Questo approccio sposta il baricentro della marca dalla piattaforma alla community: le persone non sono più “testimonial” ma co-autrici del racconto visivo.
Il risultato è un brand coerente e modulare, capace di vivere in motion, su app e in campagne editoriali senza perdere riconoscibilità.
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