Una volta definiti e analizzati tutti gli aspetti della marca, come li possiamo raccontare al pubblico?
Ecco che arriva in nostro aiuto il brand storytelling, ovvero la narrazione di un brand tramite immagini, testi o video.
Il racconto viene quindi utilizzato in ambiti che prima non venivano trattati narrativamente.
In questo caso, il protagonista è proprio il brand, che si racconta al pubblico prendendo vita e diventando quasi umanizzato per far sì che le persone si identifichino in lui e aderiscano ai suoi valori.
Ma quindi cos'è lo storytelling? È una delle strategie di comunicazione più potenti nel marketing moderno.
Raccontare storie non è solo un modo per intrattenere, ma anche per trasmettere valori, creare connessioni emotive e rendere un brand memorabile.
Oggi, è diventato un elemento essenziale nelle strategie aziendali perché permette di:
Nel mondo digitale, lo storytelling è ancora più cruciale: attraverso contenuti su blog, video, social media e campagne pubblicitarie, i brand costruiscono un'identità forte e riconoscibile, capace di ispirare fiducia e generare engagement.
Ma come si struttura un buon storytelling? Vediamolo insieme
Uno storytelling efficace non è solo questione di creatività, ma si basa su principi strutturati che ne determinano l’impatto e la capacità di coinvolgere il pubblico. Spesso, si parla delle 4 “I” dello storytelling, ovvero i quattro elementi fondamentali su cui esso si fonda:
Questi quattro elementi sono essenziali per costruire una narrazione efficace e memorabile, capace di connettere il brand con il proprio pubblico in modo autentico e duraturo.
Ogni storia di successo, indipendentemente dal mezzo utilizzato, si basa poi su 6 pilastri fondamentali: il protagonista, il conflitto, l'arco narrativo, l'emozione, la soluzione e l'azione.
Secondo il blog di Hubspot, per realizzare uno storytelling efficace si dovrebbero rispettare 7 passaggi:
1. Conoscere il pubblico che vedrà, leggerà o ascolterà la tua storia: in questo modo, potrai comprendere facilmente, oltre i temi di maggior interesse, anche il tone of voice da utilizzare e i canali su cui trasmettere la narrazione.
2. Individuare la personalità che vuoi dare al brand, definire il messaggio da veicolare e il suo obiettivo, il quale deve essere chiaro, preciso e comprensibile da tutti.
3. Decidere la tipologia di narrazione che vuoi raccontare: puoi scegliere una storia che invita il pubblico all’azione, che racconta delle tue esperienze, oppure che informa su un determinato tema.
4. Definire l’entità della call-to-action, ovvero il tipo di obiettivo che vuoi raggiungere con lo storytelling: l’acquisto dei tuoi prodotti o servizi, l’iscrizione alla newsletter o ai tuoi profili social…
5. Individuare i canali su cui veicolare la tua storia: la narrazione deve essere coerente con il mezzo di comunicazione che vuoi utilizzare. Ad esempio, un racconto breve e prevalentemente visivo è efficace su televisione e web. Una storia più complessa, invece, può funzionare meglio in conferenze e seminari.
6. Creare la tua storia, attraverso un’immagine, una grafica, un video, un articolo, un post…
7. Condividere la narrazione, sui canali individuati e tramite il passaparola.
Lo storytelling può assumere forme diverse a seconda degli obiettivi di comunicazione e del pubblico di riferimento. Alcuni brand si concentrano sulla propria storia aziendale, altri mettono in evidenza i prodotti, mentre alcuni costruiscono una narrazione intorno ai loro clienti o alla comunità che li circonda. Di seguito, esploriamo le principali modalità di storytelling utilizzate nel branding e nella comunicazione d’impresa.
Ogni azienda ha una storia da raccontare, e il corporate storytelling nasce proprio per dare voce a questa dimensione. Raccontare la propria missione, i valori e il percorso che ha portato alla creazione del brand aiuta a costruire un’identità solida e riconoscibile. Questa tipologia di narrazione non è solo una strategia di marketing, ma un modo per connettersi con il pubblico su un piano più profondo, suscitando fiducia e senso di appartenenza. La narrazione aziendale può toccare vari aspetti, come la visione a lungo termine, il modo in cui il brand affronta le sfide o il suo contributo alla società. Quando la storia è ben costruita e autentica, riesce a creare un legame emotivo con il pubblico e a posizionare il brand in modo unico rispetto alla concorrenza.
Lo storytelling non riguarda solo il brand, ma anche ciò che esso offre. Il product storytelling si concentra sul racconto dei prodotti o servizi, trasformandoli da semplici oggetti in elementi carichi di significato. Più che elencare caratteristiche tecniche e funzionalità, questa narrazione mette in evidenza il valore che il prodotto porta nella vita dei consumatori, rispondendo ai loro bisogni, aspirazioni o desideri. Una storia ben costruita può descrivere il processo creativo e produttivo, le scelte etiche e materiali dietro a un prodotto o il suo impatto nella quotidianità di chi lo utilizza. Quando un prodotto è raccontato in modo autentico e coinvolgente, il suo valore percepito aumenta e il pubblico è più incline a sceglierlo rispetto ad alternative meno narrative.
Dietro ogni brand ci sono persone che contribuiscono al suo successo. L'employee storytelling si focalizza proprio su di loro, dando voce ai dipendenti e alle loro esperienze lavorative. Mettere in evidenza il lato umano dell’azienda attraverso storie reali permette di mostrare il brand da una prospettiva più autentica e accessibile. Questo tipo di narrazione è utile non solo per migliorare la reputazione aziendale agli occhi del pubblico, ma anche per attrarre talenti e rafforzare il senso di appartenenza tra i collaboratori. Raccontare il percorso professionale, le passioni e le motivazioni delle persone che lavorano per un brand crea un legame emotivo con i clienti, che percepiscono la marca non come un’entità astratta, ma come una realtà fatta di individui con valori condivisi.
Oltre alle parole, lo storytelling può essere veicolato in modo potente anche attraverso immagini, video e altri contenuti visivi. Il visual storytelling sfrutta la forza delle rappresentazioni grafiche per raccontare una storia in maniera immediata ed emozionale. Una fotografia evocativa, un’infografica ben strutturata o un video coinvolgente possono trasmettere un messaggio in pochi secondi, rendendolo più efficace rispetto a lunghi testi scritti. Questo tipo di storytelling è particolarmente adatto ai social media e alle piattaforme digitali, dove la soglia di attenzione è più bassa e le immagini riescono a catturare l’interesse con maggiore rapidità. Una narrazione visiva ben curata non solo rafforza l’identità del brand, ma rende il messaggio più memorabile e facilmente condivisibile.
Ogni social media, ogni canale ha le sue regole di comunicazione, e la nostra storia deve essere abbastanza flessibile da potersi adattare.
Potremmo dire che vanno raccontate diverse storie sui diversi canali di comunicazione, ma tutte devono fare riferimento alla storia principale.
Il brand storytelling deve sempre risultare lineare e coerente con i valori individuati in modo da non confondere i nostri utenti. Facebook, Twitter, Pinterest, Instagram, Youtube, il sito web, sono solo alcuni esempi di canali per comunicare con il proprio pubblico tramite il brand storytelling. Ogni canale ha delle caratteristiche che lo rendono più adatto di un altro per raccontare una particolare caratteristica del brand.
Ecco alcuni storie particolarmente valide di Brand Storytelling.
La campagna di Ikea “Next Generation” è forse una delle iniziative di brand storytelling di maggior successo.
Lo spot mostra momenti di vita di persone comuni e mette al centro la longevità dei prodotti, dimostrata dal passaggio generazionale.
I prodotti dell’azienda diventano così un valore da tramandare di generazione in generazione.
Chiunque si trovi in questa particolare fase della vita, non può non provare forti emozioni guardando questo video.
Questo passaggio generazionale, e il sentimento di nostalgia correlato, suscita subito delle emozioni nel pubblico, che si immedesima nei personaggi.
Un video semplice, pulito ma che pochi secondi riesce a toccare emotivamente gli spettatori.

La strategia comunicativa di Mulino Bianco non parla mai dei prodotti né descrive minuziosamente le loro caratteristiche, ma li racconta e trasmette il loro valore alle persone.
Inizialmente, la storia proposta era quelle della famiglia tradizionale, composta da mamma, papà, bambini e il nonno, figura di saggezza e benevolenza.
Con il passare del tempo, il brand ha incentrato la sua comunicazione su alcuni dei valori chiave della società contemporanea: ecosostenibilità, ritorno al biologico e al naturale, attenzione alle energie rinnovabili, cura per i nostri amici animali. È così che al posto della famiglia tradizionale arrivano gli spot con il celebre Antonio Banderas, amico delle galline, intento ad impastare i biscotti.

“Misunderstood” è uno dei casi di storytelling di Apple che tutti amano.
Il video racconta la storia di un ragazzo che si ritrova con la sua famiglia in occasione delle vacanze di Natale.
Egli però non si integra con il gruppo, rimane in disparte, sembra che non ci sia piacere nel passare dei momenti con i suoi parenti.
Rimane sempre piegato sul telefonino.
In realtà, scopriamo che sta solo preparando un regalo speciale: con il suo iPhone sta registrando un video ricordo di questa vacanza trascorsa in famiglia.
Apple ha deciso di non dare risalto al suo prodotto, che rimane in secondo piano: non c’è una spiegazione tecnica delle sue caratteristiche, della fotocamera, dello schermo.
In primo piano c’è la storia, le emozioni. La tecnologia è solo un contorno, funzionale al racconto.


