Una strategia di Brand Architecture ben definita è essenziale per garantire coerenza, riconoscibilità e un’efficace gestione del portafoglio di marchi di un’azienda. Una struttura chiara facilita la comunicazione con il pubblico, rafforza la brand equity e aiuta a differenziare le varie offerte all’interno dello stesso ecosistema aziendale.
Con un’architettura solida, i consumatori possono identificare rapidamente le relazioni tra i marchi, comprendere il valore di ogni prodotto e sviluppare un legame più forte con l’azienda.
Esistono tre principali strategie di brand architecture che si possono adottare. Esaminiamole insieme.
La prima strategia è la Branded House (o modello monolitico). Si tratta di un modello di brand architecture in cui tutti i sub-brand appartenenti all’azienda sono esplicitamente riconducibili ad essa, perché possiedono lo stesso nome e logo, differenziandosi solo per la loro descrizione.
I vantaggi di questa strategia sono molti, tra cui:
Esistono però anche degli svantaggi legati a questa tipologia di architettura di brand:
Un esempio di azienda che adotta questa strategia è FedEx, che possiede diversi sub-brand tutti però riconducibili alla casa madre, condividendo valori e combinazione pur offrendo servizi differenti.
La seconda tipologia di brand architecture è la House of Brands, una strategia in cui i sub-brand sono totalmente indipendenti dal corporate brand.
Tutte le marche, infatti, sono ben differenziate l’una dall’altra in termini di identità, immagine e prodotti, quasi come se fossero dei brand a sé stanti.
La casa madre è quindi quasi del tutto sconosciuta ai consumatori, in quanto i sub-brand non hanno nessun riferimento esplicito al corporate brand.
Anche questa strategia di brand architecture ha vantaggi e svantaggi.
Tra i vantaggi, sicuramente possiamo indicare:
Il principale svantaggio, invece, sta nel fatto che non si possono sfruttare le economie di scala e le sinergie derivanti da una gestione unificata delle marche.
Un esempio di azienda che adotta questa strategia è Procter&Gamble (conosciuta anche come P&G), i cui vari brand sono molto più conosciuti rispetto a quello della casa madre e si posizionano sul mercato in maniera autonoma, con prodotti e target differenti.
La terza e ultima strategia di brand architecture è l’Endorsed Brand, che consiste in una via di mezzo tra le due precedenti.
In questa tipologia di architettura di brand, infatti, ogni sub-brand possiede una propria identità e un proprio posizionamento, ma ha dei riferimenti alla marca principale (che funge da garante dell’offerta), creando un forte legame con essa.
In questo caso, si possono mantenere gli stessi valori e mission della casa madre, ma è possibile adottare una specifica strategia per ogni marca.
I vantaggi di questa strategia sono:
Lo svantaggio principale, invece, consiste in una maggiore difficoltà in termini di comunicazione visiva, soprattutto quando i sub-brand iniziano ad essere numerosi.
Kellogg’s, ad esempio, ha optato per questa tipologia di brand architecture. L’azienda, infatti, possiede diversi sub-brand, ognuno con un nome e aspetto diverso, che però utilizzano il logo della casa madre come garante della qualità dei singoli prodotti.
Creare una Brand Architecture efficace richiede una pianificazione strategica e un’analisi dettagliata. I principali passaggi per sviluppare una struttura chiara e funzionale includono:
Definizione della relazione tra i brand: è fondamentale stabilire la relazione tra i diversi marchi aziendali e scegliere il modello di Brand Architecture più adatto.
Coerenza di posizionamento: una Brand Architecture efficace richiede che ogni marchio segua un’identità visiva e comunicativa ben definita e allineata alla strategia aziendale. Questo significa che loghi, colori, tone of voice e messaggi devono essere coerenti con il posizionamento generale del brand principale o della holding. La coerenza evita confusione nei consumatori e rafforza la percezione complessiva del brand.
Strategia di crescita e adattabilità: il mercato è in costante evoluzione e una Brand Architecture solida deve essere progettata per adattarsi a future espansioni, fusioni o acquisizioni. Le aziende che pianificano un’espansione in nuovi settori o mercati geografici devono avere una strategia flessibile, in grado di integrare nuovi brand senza compromettere l’identità esistente. Un buon approccio prevede l’analisi periodica dell’architettura di brand per verificare che continui a supportare gli obiettivi aziendali a lungo termine.

