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La Società Sportiva Calcio Napoli, meglio conosciuta come Napoli, è una delle squadre di calcio italiane nonché la vincitrice dello scudetto nella stagione 2022-2023.
Si tratta della squadra del Sud Italia più titolata a livello nazionale e internazionale, e quella con più presente nei campionati di massima serie.
Nonostante il logo del Napoli attuale sia semplice ed essenziale, non è sempre stato così. L’identità della squadra di calcio partenopea si è infatti evoluta nel tempo, e il suo logo ha subito diverse modifiche nel corso del tempo.
Vediamo insieme i suoi principali cambiamenti.

1926: il primo logo del Napoli

Il club venne fondato nel 1926 con il nome “Associazione Calcio Napoli” da Giorgio Ascarelli, un giovane industriale di origine ebraica che divenne il primo presidente della società.
Alla sua nascita, il logo della squadra era un cavallino rampante, simbolo del Regno di Napoli, poggiato su una palla da calcio all’interno di un’ellisse azzurra.
Sullo sfondo erano presenti le lettere A, C, N, acronimo di Associazione Calcio Napoli.

Il logo del Napoli nel 1926

1928: l’asinello come portafortuna 

Il primo campionato disputato dal Napoli fu fallimentare, a tal punto che il cavallo rampante del logo venne paragonato a un altro simbolo del capoluogo partenopeo: l’asinello malridotto di don Domenico Ascione, venditore di fichi molto conosciuto in città.
I cittadini, infatti, iniziarono a ridicolizzare la squadra paragonandola a questo animale non proprio in forma.
Nel 1928, il logo del Napoli subì una trasformazione radicale con l'obiettivo di allontanarsi il più possibile dall'idea che i tifosi si erano precedentemente fatti del club.

Si abbandona quindi il cavallo e la forma ellittica: il nuovo stemma è caratterizzato da un cerchio azzurro con il bordo dorato e una grande N al centro, sempre di color oro.
La lettera N non rappresenta soltanto l'iniziale del nome della città, ma è anche il simbolo distintivo presente sulle prestigiose porcellane di Capodimonte.

Il logo del Napoli nel 1928

Nel 1930 avviene però la svolta: i partenopei rimontarono una partita contro la Juventus. Al termine del gioco fu portato in campo un asinello che, da quel momento, diventò il portafortuna della società.

1964: la Società Sportiva Calcio Napoli

Nel 1964, il club cambiò nome in Società Sportiva Calcio Napoli.
Il nuovo logo del Napoli venne rivisitato per far fronte a questo importante cambiamento.
La lettera N centrale venne resa più piccola per fare spazio alla scritta “S.S.C. Napoli” posta al di sotto.
Nella parte inferiore dello stemma fu poi rappresentata anche una versione stilizzata della bandiera italiana, composta da tre rettangoli ricurvi.

Il logo del Napoli nel 1964

1980: la N bianca diventa un must

Nel 1980 il logo del Napoli cambia nuovamente.
La N centrale torna ad essere bianca e più grande, mentre al di fuori del cerchio azzurro viene inscritto il nome per intero del club “Società Sportiva Calcio Napoli”.

Il logo del Napoli nel 1980

I tifosi, tuttavia, continuavano a non dimenticare il vero simbolo del Napoli, l’asinello. Si decise quindi di riprodurre, come portafortuna, il pittogramma dell’animale sulle magliette da trasferta della stagione 1982/1983.

2002: viene introdotta la cornice blu

Nel 2002 il logo del Napoli inizia ad essere caratterizzato da una cornice blu scuro, nella quale continua ad essere presente il nome per intero del club “Società Sportiva Calcio Napoli”, a cui però si aggiunge la sigla “S.p.a.”.

Il logo del Napoli nel 2002

2004: il fallimento del club 

Negli anni il Napoli non accumulò grandi successi. Questa crisi, unita alla compromessa situazione finanziaria, portò al fallimento della società nel 2004.
Nello stesso anno, l’imprenditore cinematografico Aurelio De Laurentiis rilevò il titolo sportivo dalla procedura fallimentare del tribunale di Napoli e iscrisse la squadra, ribattezzata Napoli Soccer, al campionato di Serie C1.
La dicitura del logo del 2002 venne quindi aggiornata e cambiata con il nuovo nome della squadra. Gli altri elementi rimasero invece invariati.

Il logo del Napoli nel 2004

2006: il ritorno in Serie A e la nascita del logo attuale 

Al termine della stagione 2005-2006 il presidente De Laurentiis restituì al club il suo nome originario, Società Sportiva Calcio Napoli.
Nello stesso anno, la squadra venne promossa in Serie A.
Il nuovo logo, introdotto nello stesso anno, è quello ancora utilizzato oggi.
Si tratta di uno stemma moderno ed essenziale, nato da un processo di semplificazione e di eliminazione degli elementi superflui.
A caratterizzarlo è la sfumatura dei colori interni ed esterni, che rendono l’immagine più tridimensionale e danno vita a un gioco di luci e ombre.

Il logo del Napoli nel 2006

Nel corso degli anni, è stata introdotta anche una versione flat di questo logo, ideale per essere riprodotta negli ambienti digitali.

Il logo del Napoli nel 2006 nella versione flat

Sei interessato a conoscere la storia dei loghi più famosi? Leggi tutti gli articoli nel nostro blog: la Storia dei Loghi.

In questo articolo ripercorriamo insieme l’evoluzione del logo di Fanta. 

Fanta è il brand di bibite analcoliche effervescenti al gusto di arancia (e di altri frutti), appartenente alla The Coca-Cola Company
La bevanda venne ideata per la prima volta in Germania nel 1940 quando, a causa dell'embargo della seconda guerra mondiale, era impossibile accedere allo sciroppo della Coca-Cola. Nel 1960, The Coca-Cola Company acquistò il marchio distribuendo i suoi prodotti in tutto il mondo.
La storia dell’identità visiva del brand è una delle più colorate della storia del branding. Scopriamo le sue tappe principali.

Il primo logo

Nel 1940 venne prodotta per la prima volta la Fanta. Il suo nome è un’abbreviazione di “Fantasy”, che significa “immaginazione” in italiano.
Con il prodotto, nasce anche il primo logo Fanta.
Si tratta di un logotipo nero che riporta il nome del brand in grassetto, in un carattere minuscolo. Peculiarità di questo logo è la coda allungata e curva della lettera “F”, che conferisce al marchio eleganza e raffinatezza.

logo di fanta
Il logo di Fanta del 1940

Gli anni '70 e '80

Nel 1972, il logo di Fanta viene ridisegnato.
Il logotipo è realizzato in lettere maiuscole con un font sans serif caratterizzato da linee spesse e angoli morbidi.
Sopra la lettera “N” compaiono tre sfere arancioni che rappresentano le arance, il primo gusto della bevanda e ancora oggi quello principale.

Il logo di Fanta del 1972

L'introduzione del blu

Il logo Fanta del 1988 è molto simile al precedente, ma vengono modificati alcuni aspetti.
Si abbandona il nero per introdurre un blu molto intenso. Allo stesso modo, le sfere arancioni - ora leggermente più a sinistra - diventano rosse e vengono completate da una foglia verde.
Il carattere tutto maiuscolo viene sostituito da un carattere minuscolo, ad eccezione della “F” iniziale. 

Il logo di Fanta del 1988

Il ritorno al minimal del 1994

Nel 1994, il logo Fanta viene privato di tutti gli elementi grafici per lasciare spazio solo al nome del brand.
Il logotipo è ora di un blu quasi elettrico e realizzato con un font moderno, dalle linee spesse e irregolari, come se fosse stato realizzato con delle pennellate.
Questo logo rimarrà però in vigore per soli 3 anni.

Il logo di Fanta del 1994

La fine degli anni '90 e l'inizio degli anni 2000

Il logo del 1997 è caratterizzato della parola “Fanta” posta in obliquo sopra una spirale arancione, che rappresenta il succo d’arancia.
Ritorna la foglia verde sopra la lettera “N”, caratterizzata da un tratto blu che la fa sembrare quasi disegnata a mano. 
Questa versione rende l’identità visiva di Fanta più dinamica ed energica.

Il logo di Fanta del 1997

Il logo di Fanta dal 2008 al 2010

Nel logo di Fanta del 2008 ricompare l’arancione iconico del brand. Il nuovo logo, infatti, è composto dalla scritta diagonale “Fanta”, in blu scuro con contorno bianco, posizionata su un cerchio arancione che rappresenta il sole e le arance. 
Ritorna anche la foglia verde sulle lettere “A” e “N”, in questa versione caratterizzata da una sfumatura. 

Il logo di Fanta del 2008

Il logo di Fanta dal 2010 al 2023

Nel 2010, il logo di Fanta subisce un restyling
Si passa da un font stondato a un carattere tipografico squadrato, in cui ogni lettera maiuscola bianca ha un contorno blu che si allunga verso il basso formando un’ombra verso il basso.
Viene mantenuto il cerchio arancione, reso però meno regolare e meno visibile rispetto alle versioni precedenti.
Anche la foglia verde è stata ridisegnata e ingrandita: ora esce dalla lettera “N” ed è rivolta in alto a sinistra. 

6 anni dopo, il logo Fanta ha subito delle lievi modifiche: viene rimossa l’ombra blu del loro precedente e il cerchio torna ad essere un cerchio perfetto.

Il logo di Fanta del 2010
Il logo di Fanta del 2016

La nuova identità globale di Fanta

Nel 2023 Fanta ha introdotto la sua nuova identità globale e, con essa, il nuovo logo.
L’obiettivo del team di progettazione e dell'agenzia creativa di Coca-Cola, Jones Knowles Ritchie, è trasmettere la giocosità della routine quotidiana, ma con il look inconfondibile di Fanta. 
Il restyling ha rimosso l’iconico cerchio arancione e la foglia verde. Rimane solo il logotipo bianco contornato in blu e ritorna l’ombra introdotta nel 2016, che in questa versione forma un triangolo verso il basso. 
Il colore blu diventa quindi primario e dominante nel mondo Fanta. 
La nuova veste di Fanta porta a un livello superiore lo stile pop già insito nel brand.

Il logo di Fanta del 2023
Credits: The Coca-Cola Company

Sei interessato a conoscere la storia dei loghi più famosi? Leggi tutti gli articoli nel nostro blog: la Storia dei Loghi.

Creiamo qualcosa di grande insieme!

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