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Google: la storia del logo

4 Settembre 2017
Tempo di lettura: 2 minuti

Correva l’anno 1998 e, mentre i più temevano l’avvicinarsi del Millennium Bug, i creatori di Google mettevano in piedi quella che sarebbe stata una delle rivoluzioni digitali del secolo scorso.

Il 4 settembre 1998 viene fondata la Google Inc., ma il dominio è stato registrato addirittura un anno prima, il 15 settembre 1997.

Dal 2005, però, l'anniversario della nascita si festeggia il 27 settembre, in ricordo di quando nel 1998 fu registrato il record di pagine indicizzate.

Google nasce come motore di ricerca, ma negli anni è diventato qualcosa di più. Molto di più.
Proprio poco tempo fa è stato annunciato il prossimo Android, il sistema operativo di Google, che si chiamerà Oreo esattamente come i famosi (e golosi!) biscotti.

L'origine del nome

Sappiamo ormai, quasi, tutto sul più famoso motore di ricerca, tranne forse l'origine del suo nome.

I due fondatori, Larry e Sergey, volevano un nome con cui potesse rappresentare la capacità di organizzare l'immensa quantità di informazioni disponibili sul Web. Semplice, no?

Presero, allora, un nome già esistente: Googol.
Questo termine fu coniato dal nipote del matematico statunitense Edward Kasner nel 1938, per riferirsi al numero rappresentato da 1 seguito da 100 zeri. Al momento della registrazione, non sapendo come si scrivesse esattamente decisero per "Google" anziché Googol. La loro collega a Stanford li avvertì solo il giorno dopo dell'errore, ma il dominio era ormai registrato e lo lasciarono tale.

Oltre a questo, il termine viene associato anche all'inglese goggles (ovvero occhiali di protezione, dato che permette di esplorare la rete fino a "guardarla da vicino") e to goggle (ovvero strabuzzare gli occhi, per la sorpresa).

E il logo?

Ovviamente anche la grafica della scritta "Google" ha subito diversi rework nell'arco del tempo.

Google: la storia del logo 1

Il restyling del 2025

Nel maggio 2025 Google ha introdotto un restyling mirato della sua “G”: stessa forma e sequenza cromatica, ma con un gradiente continuo che fonde rosso, giallo, verde e blu in una transizione più fluida.
Il risultato migliora il contrasto e la resa a piccola scala (icona app, favicon, avatar social) e allinea l’identità al linguaggio sempre più AI-centric del brand (Gemini & co.).
È il primo aggiornamento sostanziale in quasi dieci anni: la versione precedente risaliva al 2015, quando debuttarono Product Sans e l’icona a blocchi.
La nuova “G” non tocca il wordmark “Google”, però suggerisce un’evoluzione di sistema: più dinamismo, meno spigoli cromatici, maggiore coerenza tra interfacce e prodotti. Per chi progetta in digitale significa un’icona più leggibile, accessibile e scalabile senza perdere l’immediata riconoscibilità

Google: la storia del logo 3

Sei interessato a conoscere la storia dei loghi più famosi? Leggili tutti nel nostro blog: la Storia dei Loghi.

Scritto da Mauro Bosio
Brand Strategist per PMI | Aiuto le aziende a trasformare l’identità di marca in un asset patrimoniale per difendere i margini e la quota di mercato | Ideatore del Metodo RUN™ | Founder RUN DESIGN.

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