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Rebranding: quando è necessario per un’azienda?

Rebranding: quando è necessario per un’azienda?
2 Luglio 2018 Samantha

Attuare una strategia di rebranding è un grosso passo per un’azienda.
In questo processo tutti i materiali di comunicazioni vengono coinvolti nella “rivoluzione” ed è fondamentale non fare passi falsi.

Prima di tutto, è necessario capire i motivi per i quali si vuole iniziare un rebranding e se questo debba essere totale, ovvero la modifica di tutti gli strumenti di comunicazione, oppure parziale, ossia andare e cambiare solo alcune parti.

Un’azienda può decidere di attuare un rebranding per diversi motivi.
Ad esempio, una fusione con un’altra azienda. Una modifica o un’evoluzione della mission. Un’esigenza di novità. L’apertura a nuovi settori commerciali. Migliorare un’immagine aziendale negativa.

Qualsiasi sia la motivazione, modificare il modo in cui si comunica all’esterno può essere un punto di forza ma, se fatto in maniera scorretta, può essere controproducente per l’azienda stessa.

Anche se l’azienda in questione è già avviata, sarà necessario partire con un’analisi del target e degli obiettivi. A seguire, dei punti di forza e di debolezza. Insomma, bisogna trattare il rebranding come un vero e proprio inizio. Solo così si potrà avere una visione d’insieme corretta e andare a intervenire dove è davvero necessario.

In seguito, sarà importante analizzare il concept dell’azienda e definire le linee guida generali.

A questo punto sarà possibile costruire una nuova identità aziendale e sarà chiaro anche quali strumenti attivare per riuscire a raggiungere gli obiettivi di comunicazione prefissati.

Se il rebranding avrà successo, l’azienda sarà pronta ad affrontare il nuovo mercato e apparirà come in linea con i tempi del momento.
In caso contrario, il rischio è quello di perdere identità e, quindi, anche i clienti ottenuti negli anni.

La soluzione? Affidarsi a partner con una lunga esperienza alle spalle.