@: info@rundesign.it
Tel: +39.02.2593364

Brand Storytelling

Una volta che si è definito ed analizzato l’insieme degli aspetti della marca, come li possiamo raccontare al pubblico? Qui entra in gioco il brand storytelling, o la narrazione di come e soprattutto cosa raccontare. Questa pratica, divenuta quasi una moda negli ultimi anni, fa leva su un concetto tanto semplice quanto potente: le persone si ricordano molto meglio di un brand se lo racconti attraverso una storia che generi emozioni.

Studi recenti nell’ambito della linguistica e del neuromarketing hanno evidenziato come le emozioni siano il traino che coinvolge e convince ogni singola persona nel processo di scelta e di acquisto. Il brand storytelling ha quindi il duplice obiettivo di comunicare i valori della marca e la sua Unique Selling Proposition , e anche – soprattutto – di creare legami emozionali tra la marca e le persone, aumentandone la fiducia ed il ricordo.

Quando ci viene raccontata una storia ci viene spontaneo credere, succede perché l’essere umano e il modo in cui pensa funzionano in modo narrativo. Lo sostiene Andrea Fontana, uno dei massimi esperti nazionali di brand storytelling. Le storie sono da sempre utilizzate per spiegare, mostrare, insegnare e ricordare.

RACCONTARE LA PROPRIA STORIA

Mai come oggi la capacità di raccontare è necessaria per gestire i racconti di vita, di impresa e di prodotto. Oltre a comunicare ai propri clienti i motivi per cui dovrebbero acquistare un prodotto o un servizio, le aziende devono pensare al brand storytelling. Come condividere la storia dietro il loro brand in modo coerente in tutte le comunicazioni. Avere un buon prodotto o un buon servizio non è più sufficiente oggi, bisogna imparare come raccontarlo ed è il motivo per cui il Brand Storytelling è così importante.

Tutte le aziende hanno una storia da raccontare, scoprirla e trovare il modo di raccontarla al proprio pubblico è una sfida e un’occasione per “guardarsi dentro” e per analizzare i propri punti di forza e il Brand Storytelling parte proprio da qui.

Ma dove si trova la storia? Le storie si trovano ovunque, e se un’azienda crede di non averne, occorre con pazienza guidarla alla ricerca della propria storia. Molte aziende non capiscono che le storie si possono anche creare da zero, e ciò non significa avere un racconto privo di spontaneità. Significa individuare momenti determinanti nel percorso del brand e diventare autore in grado di raccontare quei momenti particolari. I fratelli Heath, autori di un interessante libro, sostengono che i “momenti che contano”, questo il titolo del libro sono caratterizzati da quattro elementi:

  • elevazione,
  • intuizione,
  • orgoglio,
  • connessione.

Questi sono quei momenti che innescano emozioni positive e che le persone tendono a voler raccontare o ascoltare.

emozioni positive

Trovata la storia si tratta di raccontarla in modo coerente sui diversi media, quello che una volta era il “target” a cui mirare oggi si è trasformato in una comunità di utenti che si aspettano una comunicazione bidirezionale, si aspettano di dialogare con il brand. Per questo motivo la comunicazione del brand storytelling deve essere affidato a dei professionisti perché qualsiasi errore nelle mani dei nostri utenti, anche più affezionati, si può trasformare in un passaparola virale che può danneggiare enormemente il brand.

TANTE STORIA UN’UNICA STORIA

Ogni social media, ogni canale ha le sue regole di comunicazione e la nostra storia deve essere  abbastanza flessibile da potersi adattare. Potremmo dire che vanno raccontate diverse storie sui diversi canali di comunicazione, tutte però devono fare riferimento alla storia principale. Il brand storytelling deve sempre risultare lineare e coerente con i valori individuati in modo da non confondere i nostri utenti. Facebook, Twitter, Pinterest, Instagram, Youtube, il sito web, sono solo alcuni esempi di canali per comunicare con il proprio pubblico tramite il brand storytelling. Ogni canale ha delle caratteristiche che lo rendono più adatto di un altro per raccontare una particolare caratteristica del brand.

brand storytelling sui social media

EMOZIONARE PER COINVOLGERE

“Chi racconta le storie governa il mondo.”
– PROVERBIO NATIVO AMERICANO –
Attraverso la condivisione dei valori del brand con i propri interlocutori la storia che si va a narrare deve avere la forza di coinvolgere sul piano delle emozioni. Si deve incuriosire e sapersi connettere con i propri utenti proprio come farebbe un buon libro o un bel film.

La narrazione della storia deve vincere la tentazione di parlare direttamente del proprio prodotto o servizio, deve rimanere su un altro piano. I prodotti spariscono da questa narrazione per lasciare il posto ad un racconto emozionante e pregno dei valori che definiscono il brand. Per questo saper ascoltare i bisogni espressi e latenti del brand è il punto di partenza per decidere quale storia raccontare e su quali valori puntare.

Riuscire a comunicare con gli utenti in modo non invasivo ed emozionale attraverso il brand storytelling ci assicura di creare un legame importante in una società come la nostra in cui si è sempre in movimento e si è bombardati da messaggi promozionali di ogni tipo. Nei pochi minuti in cui si ha l’attenzione del proprio pubblico occorre instaurare un legame più profondo rispetto al semplice messaggio promozionale tipico del marketing tradizionale.

E’ questo l’obiettivo del brand storytelling.
Il pubblico potrebbe dimenticare i contenuti del tuo messaggio ma non dimenticherà come si è sentito e che emozioni ha provato, un acquisto spesso è guidato da un’emozione più che da un ragionamento logico. Lo spiega bene Celinne Da Costa, una delle più importanti storyteller al mondo.

Più le persone si sentono coinvolte direttamente nella storia che il brand racconta, più saranno influenzate da essa. Ad un livello cognitivo più profondo, più l’audience si sente protagonista della storia, più sarà portata ad avere verso il brand atteggiamenti che promuovono i valori che la storia ha saputo veicolare.

BRAND STORYTELLING: IL BRAND COME PROTAGONISTA

Il brand prende vita in questa narrazione e diventa il protagonista della storia, ha un proprio stile un suo carattere, un proprio tono di voce. L’obiettivo è riuscire a umanizzare il brand, farlo percepire così reale, così umano in modo che le persone riescano ad identificarsi con lui e a condividerne i suoi valori. L’empatia che si crea tra il brand e il suo pubblico è essenziale per essere ricordati. Il brand storytelling che si vuole raccontare deve essere calato in un contesto specifico, devono essere tenute in considerazione le “buyer personas” e ovviamente il linguaggio corporate e il tone of voice del brand.

COME OGNI FIABA CHE SI RISPETTI

Morfologia della fiaba è un celebre saggio di Vladimir Propp. Qui si parte dall’assunto che tutte le fiabe presentino, al di là del luogo di origine e della cultura che le ha create, degli elementi comuni, ovvero una stessa struttura che ritrova al suo interno gli stessi personaggi che ricoprono le stesse funzioni in relazione allo svolgimento della storia. Propp individuò 31 funzioni e 7 personaggi tipo. Il brand storytelling deve tener conto di queste archetipi. Qui proviamo a semplificare.
Come ogni storia che si rispetti sono 3 gli elementi che fanno da pilastro al racconto della vostra azienda: protagonista, conflitto e soluzione.

Il protagonista deve essere in grado di creare empatia e sapersi relazionare in modo coerente con il proprio pubblico. Il conflitto rappresenta la sfida attraverso cui il protagonista della storia impara qualcosa, è l’elemento scatenante delle dinamiche emotive. Pur essendo definito conflitto non deve contenere negatività o drammi, ma semplicemente coinvolgere il pubblico, indurlo a interagire. Il pubblico dopo essersi identificato con il protagonista, dopo aver affrontato insieme a lui il conflitto ed essersi evoluto, giunge alla conclusione della storia, alla soluzione. Il brand storytelling propone una soluzione che si svela con il finale della storia.

VIRALITÀ E BRAND STORYTELLING

Nella nuova realtà che si è venuta a creare con l’avvento dei social media, alcuni contenuti relativi ad alcuni brand riescono a conquistare l’attenzione di tantissime persone perché si innesca una propagazione spontanea di questi contenuti. E’ un fenomeno che possiamo definire virtuoso, ma capire cosa determina questa circolazione esplosiva di alcuni contenuti sui social è ancora da indagare. Il legame tra viralità e storytelling è sicuramente alla base di questo fenomeno. Si può approfondire questo argomento con il libro Storie Virali di Joseph Sassoon.

Chiamaci, scrivici, richiedi un appuntamento
o un preventivo: siamo qui per te!